Per chi è utile: Imprese che devono rispondere a richieste ESG di clienti, banche o partner e vogliono costruire una base dati aggiornabile.
Un cliente chiede le emissioni, la banca invia un questionario e i dati sono distribuiti tra bollette, amministrazione, personale e produzione. Rispondere ogni volta da zero costa tempo e aumenta il rischio di comunicare numeri che non hanno lo stesso periodo o perimetro.
Studio Dinamico offre analisi e report ESG per rendere queste informazioni utilizzabili. Partiamo dalla richiesta concreta, organizziamo le evidenze disponibili e distinguiamo i dati verificabili dalle stime e dalle informazioni ancora da raccogliere. Il lavoro serve sia a rispondere agli interlocutori esterni sia a scegliere azioni interne sostenibili per l’impresa.
Prima del report, definiamo a cosa deve servire
Un questionario di filiera, una richiesta bancaria e un report annuale possono richiedere informazioni diverse. Concordiamo destinatari, anno di riferimento, società e sedi incluse, livello di dettaglio e documenti attesi. Se appartieni a un gruppo, chiarire questo perimetro evita di mescolare dati della singola impresa con quelli consolidati.
La rendicontazione volontaria può aiutare le imprese a strutturare le informazioni richieste da finanziatori e clienti. Non significa che ogni PMI sia obbligata alla rendicontazione CSRD. L’eventuale obbligo normativo richiede una verifica distinta su impresa, gruppo, esercizio e disposizioni applicabili; un questionario ricevuto da un cliente non dimostra da solo tale obbligo.
Riferimenti: European Commission — voluntary SME reporting recommendation, July 2025 · EFRAG — 2026 Voluntary Standard
Usare uno standard coerente con la richiesta e con la data
La raccomandazione europea VSME del luglio 2025 ha introdotto un riferimento volontario per le PMI. Il 3 luglio 2026 la Commissione ha adottato anche un nuovo Voluntary Standard. Nella pagina ufficiale consultata il 9 settembre, il relativo atto è indicato come non in vigore fino alla pubblicazione in Gazzetta ufficiale: adozione e applicabilità non vanno confuse.
Per ogni incarico va quindi dichiarato quale riferimento viene utilizzato e verificata la sua versione applicabile. EFRAG sta aggiornando anche gli strumenti digitali. Un foglio compilato con un modello precedente non diventa automaticamente conforme al nuovo standard: contenuti, perimetro e completezza devono essere controllati.
Riferimenti: European Commission — voluntary SME reporting recommendation, July 2025 · European Commission — revised ESRS and Voluntary Standard, July 2026 · European Commission — delegated acts and entry into force · EFRAG — VSME digital template and transition to the 2026 standard
Raccogliere dati con una fonte, un responsabile e un periodo
La raccolta viene proporzionata al perimetro concordato. Per ciascun indicatore registriamo origine, unità di misura, intervallo temporale e persona che può confermare l’informazione. Un dato mancante rimane tale: non lo sostituiamo con zero e non presentiamo una stima come una misura.
Scorri in orizzontale per vedere tutte le colonne.
| Area | Evidenze da esaminare | Controllo utile |
|---|---|---|
| Ambiente | Energia acquistata, combustibili, acqua e registrazioni dei rifiuti pertinenti. | Coerenza tra siti, periodi e unità; metodo e fattori usati per le emissioni. |
| Persone | Dati aggregati su occupazione, formazione e salute e sicurezza. | Definizioni coerenti, anno di riferimento e protezione dei dati personali. |
| Governance | Responsabilità, politiche e procedure effettivamente adottate. | Distinzione tra pratiche esistenti, impegni approvati e azioni soltanto proposte. |
Riferimenti: EFRAG — 2026 Voluntary Standard
Un report leggibile e una base da aggiornare
Le consegne vengono definite nell’incarico. Un documento utile deve permettere di risalire ai dati e di capire cosa manca, senza costringere l’azienda a ricominciare la raccolta alla richiesta successiva.
- Analisi iniziale delle richieste e delle informazioni disponibili, con priorità di raccolta.
- Registro degli indicatori con fonti, formule, perimetro, responsabili e distinzione tra misure e stime.
- Report ESG con risultati, metodo, limiti e contenuti coerenti con il riferimento concordato.
- Raccordo tra dati raccolti e questionari dei destinatari, dove previsto dal perimetro.
- Elenco delle lacune e piano delle azioni, con responsabilità e modalità di aggiornamento.
Dal primo questionario alla revisione dei risultati
Il lavoro procede per passaggi: definizione del perimetro, richiesta dei dati, controllo delle incongruenze e preparazione della bozza. L’impresa conferma le informazioni e approva i contenuti prima della loro diffusione. Per gli aggiornamenti successivi, concordiamo chi raccoglie ciascun dato e come conservarne l’evidenza.
Immagina una società con due sedi e una richiesta sui consumi annuali. È un esempio di metodo: prima di sommare le bollette, si controllano mesi coperti, sedi incluse ed eventuali duplicazioni. Per calcolare emissioni servono inoltre confini e fattori documentati. La stessa base può aiutare a scegliere dove approfondire un intervento energetico, senza attribuire al report risparmi ancora da misurare.
Per iniziare, raccogli queste informazioni
- Richiesta o questionario ricevuto, destinatario e scadenza.
- Società, sedi e anno che vuoi includere nell’analisi.
- Documenti e indicatori già disponibili, con i referenti interni.
- Eventuali report precedenti e obiettivi di miglioramento già approvati.
Domande frequenti
Il report ESG è obbligatorio per tutte le PMI?
No. Un percorso volontario e un obbligo di rendicontazione sono situazioni diverse. Prima di impostare un adempimento normativo occorre verificare il caso specifico; la richiesta commerciale di un cliente può essere affrontata con un perimetro proporzionato.
Il servizio comprende una certificazione o un’attestazione indipendente?
Questa offerta riguarda analisi, organizzazione dei dati e redazione del report. Non attribuisce una certificazione, un rating ESG o un’attestazione indipendente di assurance. Un’esigenza di questo tipo richiede un incarico e un soggetto idoneo distinti.
Possiamo iniziare anche con dati incompleti?
Sì. Identifichiamo le lacune e definiamo un piano di raccolta. Il report deve dichiarare limiti e stime; eventuali affermazioni di conformità a uno standard richiedono di verificarne tutti i requisiti pertinenti.
Il report garantisce accesso al credito o nuovi contratti?
No. Può rendere le informazioni più chiare e riutilizzabili, ma banca e cliente mantengono i propri criteri di valutazione. Il contenuto viene allineato alla richiesta senza promettere un esito commerciale o finanziario.
Fonti e approfondimenti
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