Rinnovi il riscaldamento aziendale? Valuta il Conto Termico 3.0

Pompe di calore, riqualificazione e controllo degli impianti: scopri quando il contributo GSE è pertinente e perché il 65% non è un importo automatico.

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Studio DinamicoAggiornato il 9 min di lettura

L’agevolazione, in breve

Strumento
Contributo in conto capitale erogato dal GSEFonte ufficiale: Strumento
Beneficiari
PA, ETS e privati, incluse imprese, con regole differentiFonte ufficiale: Beneficiari
Beneficio
Calcolo tecnico e massimali: il 65% non spetta automaticamenteFonte ufficiale: Beneficio
Investimento
Interventi ammessi su edifici esistenti e impianti; verificare categoria catastaleFonte ufficiale: Investimento
Tempi
Imprese: preliminare prima dei lavori; accesso diretto entro 90 giorni dalla fineFonte ufficiale: Tempi
Stato operativo
Accesso diretto riaperto dal 13 aprile 2026; contingente da verificareFonte ufficiale: Stato operativo

Fonti ufficiali consultate il .

Per chi è utile: Imprese che riqualificano immobili e impianti in Italia, con attenzione a uffici, negozi, strutture ricettive e immobili produttivi nelle categorie ammesse.

Se vuoi sostituire il riscaldamento, migliorare l’involucro o controllare meglio gli impianti del tuo edificio, il Conto Termico 3.0 può contribuire all’investimento. Il GSE eroga un contributo in conto capitale per interventi ammessi: il valore dipende dal progetto e dai limiti applicabili all’impresa, non da una percentuale universale sul preventivo.

Il punto da verificare subito è il calendario. Per le imprese serve una richiesta preliminare prima dell’avvio dei lavori. La domanda in accesso diretto arriva dopo il completamento. Partire dall’impianto da acquistare e rinviare la verifica dell’incentivo alla fattura finale può compromettere l’accesso.

Il primo requisito è l’edificio, insieme al soggetto che investe

Il GSE richiede edifici esistenti, parti di essi o unità immobiliari accatastate, dotati di un impianto di climatizzazione invernale funzionante; le costruzioni in categoria F sono escluse. Occorre quindi documentare la situazione precedente ai lavori. Un capannone mai riscaldato non diventa automaticamente ammissibile perché il nuovo impianto sarà efficiente.

Per i privati, comprese le imprese, gli interventi di efficienza del Titolo II sono accessibili su immobili dell’ambito terziario individuato dal decreto; nell’ambito residenziale sono ammessi gli interventi del Titolo III. Il GSE include nel terziario A/10, i gruppi B, C esclusi C/6 e C/7, e D escluso D/9. Conta questa classificazione specifica, non soltanto il nome commerciale dell’attività.

Deve inoltre essere chiaro chi dispone dell’immobile, chi sostiene i costi e chi presenterà la pratica. Proprietà, locazione e interventi tramite altri soggetti richiedono documenti coerenti. Per un edificio con usi diversi, conviene identificare da subito unità e impianti interessati, evitando di estendere una verifica favorevole a porzioni non esaminate.

Riferimenti: GSE — soggetti ammessi e categorie catastali · GSE — requisiti dell’edificio, KB0017704

Quali interventi ha senso approfondire

Il Titolo II comprende isolamento, serramenti, schermature, trasformazione in edificio a energia quasi zero, illuminazione efficiente e sistemi di gestione degli impianti dell’edificio. Il Titolo III riguarda le tipologie ammesse di produzione termica rinnovabile e alta efficienza, tra cui pompe di calore, solare termico e biomassa, ciascuna con condizioni tecniche proprie.

Per le imprese non sono ammessi interventi che installano apparecchiature energetiche alimentate da combustibili fossili, compreso il gas naturale. Un catalogo che descrive tutte le tecnologie del Conto Termico non va quindi letto come un elenco interamente disponibile per qualsiasi azienda.

  • Da approfondire: sostituzione di un impianto esistente con pompa di calore elettrica e caratteristiche documentate.
  • Da progettare come intervento sull’edificio: controllo automatico di impianti termici ed elettrici; non qualsiasi software o automazione della produzione.
  • Da verificare separatamente: tecnologie a biomassa, configurazioni particolari, limiti di potenza e requisiti ambientali.
  • Non basta: nuova costruzione, apparecchiatura non ammessa per l’impresa o lavori avviati senza il passaggio preliminare richiesto.

Riferimenti: GSE — soggetti ammessi e categorie catastali · GSE — accesso diretto e richiesta preliminare delle imprese · GSE — interventi previsti dal Conto Termico 3.0

Come si calcola il contributo: due verifiche successive

Il GSE calcola prima l’incentivo con gli algoritmi della singola tipologia di intervento, considerando caratteristiche e massimali pertinenti. Confronta poi il risultato con l’intensità massima consentita per l’impresa. Se il risultato tecnico supera quel limite, il beneficio viene ridotto: aumentare il costo del preventivo non fa crescere automaticamente il contributo.

Per il Titolo III, il GSE indica un’intensità massima del 45%, aumentabile al 55% per medie imprese e al 65% per piccole imprese. Per il Titolo II la base è 25%, oppure 30% per multi-intervento, con maggiorazioni condizionate e limiti finali. Dimensione aziendale, intervento e premialità devono quindi essere verificati prima di comunicare una cifra.

Il contributo viene erogato dal GSE, senza il meccanismo di una detrazione da recuperare nella dichiarazione dei redditi. Per importi fino a 15.000 euro è prevista una rata unica; sopra la soglia, per il percorso ordinario dell’impresa, l’erogazione segue le rate previste per l’intervento. L’importo ammesso e il calendario di pagamento sono entrambi rilevanti per il piano finanziario.

Riferimenti: GSE — massimali per imprese e multi-intervento, KB0017701 · GSE — calcolo dell’incentivo e Titolo V, KB0017744 · GSE — erogazione e durata degli incentivi

Fotovoltaico e accumulo richiedono un abbinamento preciso

Nel Conto Termico 3.0, fotovoltaico e accumulo del Titolo II.H sono incentivabili solo insieme alla sostituzione del riscaldamento esistente con pompe di calore elettriche del Titolo III.A. Il sistema deve essere destinato all’autoconsumo e dimensionato sul fabbisogno dell’edificio, secondo i criteri GSE. Non è sufficiente installare pannelli sul tetto aziendale.

Il GSE esclude l’abbinamento con la pompa di calore inserita in un sistema ibrido III.B e richiede moduli e inverter nuovi, senza incentivare il revamping di un impianto fotovoltaico esistente. Il progetto va quindi letto come un insieme coerente: domanda termica, nuovo generatore, consumi elettrici e dimensionamento del fotovoltaico.

Riferimenti: GSE — requisiti del fotovoltaico e dell’accumulo, KB0017697

Prima la richiesta preliminare, poi lavori e accesso diretto

La richiesta preliminare prima dell’avvio è obbligatoria per le imprese, pena l’inammissibilità. Una valutazione commerciale dell’installatore non sostituisce l’invio al GSE. Prima di ordini e impegni, ricostruisci con il referente della pratica quale passaggio costituisce avvio per il tuo progetto e conserva la prova della richiesta preliminare.

A lavori conclusi, il soggetto responsabile presenta la richiesta in accesso diretto entro 90 giorni, con dati e documentazione. Il GSE verifica la conformità e la disponibilità del contingente, comunica l’ammissione e procede all’erogazione. La richiesta preliminare dell’impresa è distinta dalla prenotazione disciplinata per PA ed ETS: non va descritta come una garanzia di contributo.

La comunicazione GSE del 10 aprile 2026 ha fissato la riapertura del portale al 13 aprile per il solo accesso diretto, mantenendo la funzione preliminare per le imprese. È l’avviso operativo verificato in questa revisione del 9 settembre 2026. Prima dell’invio va controllato il contingente e ogni successivo avviso; la pagina non certifica risorse già riservate al lettore.

Riferimenti: GSE — accesso diretto e richiesta preliminare delle imprese · GSE — riapertura del portale, comunicazione del 10 aprile 2026

Raccogli le prove dell’impianto prima di smontarlo

Organizza il fascicolo per edificio, impianto sostituito e impianto proposto. Planimetrie, riferimenti catastali, titolo di disponibilità, fotografie e targhe aiutano a ricostruire lo stato iniziale. Abbina poi schede del produttore, progetto, preventivo distinto per spesa, fatture e pagamenti, dichiarazioni e documenti di fine intervento pertinenti.

La diagnosi energetica non è obbligatoria indistintamente. Il GSE la richiede per isolamento e nZEB e per le ulteriori casistiche indicate nella FAQ, fra cui interventi su interi edifici con impianti di almeno 200 kWt. Verifica anche gli attestati di prestazione energetica richiesti per la tua configurazione: raccogliere dati iniziali dopo i lavori può diventare problematico.

Assegna prima dell’avvio un responsabile a ciascun documento. Chiedi al fornitore quali dati consegnerà, in quale formato e in quale momento. Confronta il fascicolo con la sezione delle Regole Applicative relativa al codice intervento: una lista generica è utile per partire, ma non sostituisce gli allegati specifici richiesti dalla pratica.

Riferimenti: GSE — obbligo di diagnosi energetica, KB0017708 · GSE — Regole Applicative Conto Termico 3.0

Esempio: perché «fino al 65%» non significa 65% del preventivo

Assumiamo una piccola impresa ammessa, un intervento III.A valido e 30.000 euro di costi ammissibili. Ipotizziamo che il calcolo tecnico GSE produca 12.000 euro. Il limite del 65% sarebbe 19.500 euro, ma non aumenta il risultato tecnico: in queste ipotesi il contributo sarebbe 12.000 euro, prima di eventuali ulteriori rettifiche.

L’esempio serve solo a spiegare il confronto tra due valori. Non simula una pompa di calore reale, perché mancano modello, prestazioni e dati dell’edificio. Per valutare la convenienza, chiedi una stima con ipotesi esplicite e confronta anche consumi, manutenzione, investimento residuo e tempi di erogazione.

Riferimenti: GSE — massimali per imprese e multi-intervento, KB0017701 · GSE — calcolo dell’incentivo e Titolo V, KB0017744

Verifica gli altri incentivi prima di sommare i benefici

In generale il Conto Termico 3.0 non si cumula sulle stesse spese con altri incentivi statali, comprese le agevolazioni fiscali richiamate dal GSE. Sono previste eccezioni per fondi di garanzia, fondi di rotazione e contributi in conto interessi. Per le imprese, altri aiuti non di origine statale possono essere compatibili entro i limiti applicabili.

Prepara l’elenco delle agevolazioni richieste, con costi coperti e stato della domanda. Il confronto deve individuare sovrapposizioni reali e condizioni di ciascuna misura. Se la stessa fattura compare in due percorsi, la compatibilità va chiarita prima di considerare entrambi i benefici nel budget.

Riferimenti: GSE — cumulabilità con altri incentivi, KB0017765

Mettiamo nello stesso progetto impianto, documenti e budget

Studio Dinamico può affiancarti nella definizione dell’intervento e nel coordinamento tra valutazione tecnica e opportunità di agevolazione. Il lavoro parte dall’obiettivo operativo: comfort degli ambienti, controllo dei consumi, sostituzione di un impianto o riqualificazione dell’edificio. Da lì si individuano alternative, informazioni da chiedere ai fornitori e verifiche prima degli impegni.

Nella prima email indica comune, attività aziendale, categoria catastale se disponibile, impianto attuale, intervento desiderato e stato di ordini e lavori. Queste informazioni consentono di impostare il confronto e chiarire gli approfondimenti necessari. L’importo dell’incentivo e l’ammissione restano soggetti alla valutazione del GSE.

Prima di ordinare l’impianto

  • Verificare edificio esistente, categoria catastale e riscaldamento funzionante.
  • Identificare impresa, disponibilità dell’immobile e soggetto responsabile.
  • Definire codice intervento, configurazione e prestazioni dei componenti.
  • Presentare la preliminare prima dell’avvio e conservare la ricevuta.
  • Pianificare fotografie, diagnosi/APE ove richiesti e documenti del fornitore.
  • Controllare cumulo, contingente e scadenza dei 90 giorni dopo la conclusione.

Domande frequenti

La mia impresa riceve sempre il 65%?

No. L’incentivo deriva prima dal calcolo tecnico dell’intervento e viene poi confrontato con i massimali applicabili all’impresa. Il 65% è un limite possibile in determinate condizioni, non la percentuale automatica di ogni fattura.

Posso chiedere il contributo dopo aver iniziato i lavori?

Per le imprese la richiesta preliminare deve precedere l’avvio. Se hai già assunto impegni o avviato attività, occorre ricostruire le date e verificarne gli effetti: l’accesso diretto dopo i lavori non elimina questo requisito.

Il Conto Termico copre il fotovoltaico da solo?

No. L’intervento II.H deve essere abbinato alla sostituzione del riscaldamento esistente con una pompa di calore elettrica III.A, rispettando requisiti dell’edificio e dell’autoconsumo. Un impianto fotovoltaico autonomo richiede un’altra valutazione.

Il portale è ancora sospeso?

L’avviso GSE verificato ha disposto la riapertura in accesso diretto dal 13 aprile 2026 e ha mantenuto la funzione preliminare imprese. Alla revisione del 9 settembre questa è l’evidenza ufficiale consultata; contingente e avvisi successivi vanno ricontrollati prima dell’invio.

La proroga del 2026 aggiunge 40 giorni a tutte le domande?

No. La FAQ GSE collega la proroga alla sospensione dal 3 marzo al 12 aprile 2026 e alle specifiche date di scadenza o fine lavori individuate. Non modifica indistintamente il termine ordinario di 90 giorni per ogni nuovo intervento.

Serve sempre una diagnosi energetica?

No. Dipende dalla tipologia di intervento e dalle caratteristiche dell’edificio e dell’impianto. Il GSE pubblica casistiche specifiche; il fascicolo tecnico deve essere definito prima dei lavori per raccogliere anche i dati iniziali necessari.

Fonti e approfondimenti

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